L’acqua nella storia della civiltà e nelle religioni

L’acqua ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle prime civiltà antiche, che erano localizzate lungo i grandi fiumi dell’Oriente: il Nilo per la civiltà egizia,[100] il Tigri e l’Eufrate per le civiltà mesopotamiche (Sumeri,[101] Babilonesi e Assiri), lo Huang Ho (Fiume Giallo) per la Cina, l’Indo e il Gange per l’India.

Rituale dell’acqua nella cultura indiana

I grandi bacini fluviali costituivano un’opportunità per la maggior fertilità del suolo e per la facilità dei trasporti, ma determinavano un’organizzazione sociale più complessa necessaria per gestire i conflitti per le risorse e per affrontare la costruzione e manutenzione di imponenti sistemi di irrigazione e di protezione dalle alluvioni.

Minore, ma tutt’altro che trascurabile, fu anche l’importanza dei mari interni, soprattutto il mare Mediterraneo, che facilitavano icommerci e i contatti culturali fra popoli lontani, con la formazione di civiltà prevalentemente dedicate al commercio (anzitutto iFenici).[102]

L’importanza dell’acqua è riconosciuta nelle religioni e nei sistemi filosofici sin dai tempi antichi.[103] Molte religioni venerano dei legati all’acqua o i corsi d’acqua stessi (ad esempio, il Gange è una dea per l’induismo).[104] Ancora, semidivinità particolari, chiamate Ninfe, sono posti nella mitologia greca a guardia di particolari fonti d’acqua.[105] L’acqua, poi, fu considerata un elemento primigenio presso molti popoli, anche molto lontani fra loro; ad esempio in Cina venne identificata con il caos, da cui ha avuto origine l’universo, mentre nella Genesi compare già nel secondo versetto, prima della luce e delle terre emerse. Anche il filosofo grecoTalete associò l’acqua all’origine di tutte le cose e asserì che la sua scorrevolezza è in grado di spiegare anche i mutamenti delle cose stesse.[106] Anche in Polinesia l’acqua venne considerata la materia prima fondamentale.

Bassorilievo centrale del Trono Ludovisi (Roma, Palazzo Altemps), raffigurante Afrodite che viene sollevata dalle acque

Con lo sviluppo dei primi sistemi filosofici, l’acqua venne affiancata da pochi altri elementi primigenii senza perdere la sua importanza. In tutte le civiltà antiche era molto diffusa la convinzione che la molteplicità della natura potesse essere ricondotta alla combinazione di pochissimi elementi costitutivi: l’acqua, appunto, il fuoco, la terra e l’aria (o il legno) ed eventualmente una quinta essenza. Così ad esempio in oriente il taoismo cinese include l’acqua fra i suoi cinque elementi con terra, fuoco, legno e metallo.[107] In Occidente ancheEmpedocle (492 a.C. circa – 430 a.C. circa) annoverò l’acqua fra i quattro elementi fondamentali, ai quali Platone nel Timeo aggiunse l’etere. Lo stesso Aristotele (384 a.C.322 a.C.) sosteneva che la materia fosse formata dall’interazione dei quattro elementi citati da Empedocle.

L’albero della vita nellaQabbalah, in cui è inclusa laSefirah Chessed, associata all’acqua.

L’indispensabilità dell’acqua per il fiorire della vita colpì molte civiltà. Ad esempio, nella lingua sumera “a” significa sia “acqua” sia “generazione”. Nella maggior parte delle religioni, quindi, l’acqua è diventata un simbolo di rinnovamento e perciò di benedizione divina.[108] Essa compare logicamente nei riti di “purificazione” e di rinascita di molti culti, ad esempio nei riti di immersione del battesimo cristiano e nelle abluzioni dell’ebraismo e dell’islam. Anche nello scintoismo l’acqua è usata nei rituali di purificazione di persone o luoghi.[109]

La tradizione sapienzale mistica ebraica della Cabala ebraica individua nell’acqua il simbolo della Sefirah Chessed indicante la qualità divina della Misericordia, della gentilezza e della grandezza; molti i riferimenti della Torah all’acqua, anche suo simbolo. Secondo l’esegesi ebraica lo stesso termine Ebreo, in Ebraico Yivrì, significa colui che viene da oltre il fiume ed è presente nella Bibbia ebraica usato per la prima volta riguardo ad Abramo. Il termine ebraico che traduce la parola acqua, Maim, se associato al termine Esh, fuoco, forma la parola Shamaim che significa Cielo: si ritiene infatti che i Cieli presentino l’unione di acqua e fuoco.

Mircea Eliade ha studiato analiticamente i miti acquatici nelle varie religioni: “Le acque simboleggiano la totalità delle virtualità”. Eliade ha considerato: le Acque e i Germi; le cosmogonie acquatiche (in India, nell’ Enûma Eliš della mitologia babilonese); le ilogenie (origine del genere umano o di una razza dalle acque); l’Acqua della Vita (l’acqua ringiovanisce e dà la vita eterna); il simbolismo dell’immersione; il battesimo; la sete del morto (l’evangelica Parabola di Lazzaro e il ricco Epulone; presso i Greci; in Mesopotamia; nell’antico Egitto); le fonti miracolose ed oracolari (già dal Neolitico, poi ad esempio la delfica Pizia); le epifanie acquatiche e le divinità delle acque; le Ninfe; Poseidone ed Aegir; gli animali ed emblemi acquatici (dragoni, delfini, serpenti, conchiglie, pesci, ecc., che regolano la fecondità del mondo e hanno la forza sacra dell’abisso); il simbolismo del diluvio.[110]

L’attribuzione all’acqua di caratteristiche negative è molto più rara e recente. Nel XVI secolo, durante l’epidemia della peste, si pensò che l’acqua favorisse il contagio, “aprendo” i pori della pelle attraverso cui si sarebbero infiltrati i presunti agenti patogeni, chiamati seminaria, per cui si riteneva che il lavaggio del corpo indebolisse l’organismo, ed era pertanto sconsigliato.[111]

tratto da Wikipedia